Ortica a Malalbergo: ricerca scientifica e valorizzazione

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Ricerca ortica BrandoliniE’ in corso una ricerca scientifica (che consiste in uno studio molto innovativo per l’Italia) per rendere coltivabile questa pianta ad opera dell’Università di Ferrara e del Centro di Ricerca CRA-CIN di Rovigo.

Il progetto di ricerca realizzato nel 2013 ha riguardato uno studio preliminare delle caratteristiche bromatologiche e nutrizionali di campioni spontanei di ortica prelevati da diverse zone del Comune di Malalbergo. Inizialmente lo studio ha riguardato la definizione dei protocolli sperimentali per la valutazione analitica delle caratteristiche chimiche, organolettiche e nutrizionali. L’ortica si è evidenziata come pianta nitrofila, in grado di assorbire grandi quantità di azoto dal terreno.

Questi risultati incoraggiano ulteriori studi per approfondire la conoscenza delle diverse specie di ortica e delle influenze delle condizioni di coltivazione e crescita. Il proseguimento del lavoro prevede: uno studio agronomico e analitico combinati finalizzati all’individuazione delle varietà con le migliori caratteristiche nutrizionali e lo studio dei processi tecnologici industriali per la trasformazione della materia prima.

Questi filoni d’indagine hanno l’obiettivo di giungere alla individuazione e produzione di prodotti di qualità da immettere sui mercati, promuovendo la coltivazione e l’utilizzo di una pianta autoctona le cui proprietà alimentari sono radicate nella tradizione popolare contadina italiana.

Obiettivi per il 2014 – 2015

L’ortica può prestarsi a interessanti valorizzazioni in campo agricolo, ambientale e commerciale. E’ questa la scommessa che sta alla base del progetto di ricerca per lo studio e la valorizzazione delle specie di ortica tipiche del comprensorio emiliano, che verrà realizzato dalla Cattedra di Chimica degli alimenti dell’Università di Ferrara con il Prof. Vincenzo Brandolini. Le caratteristiche nitrofile dell’ortica la rendono particolarmente adatta a vivere nei terreni ricchi di azoto dell’Emilia-Romagna. Potrebbe dunque servire a valorizzare le aree agricole più marginali, fornendo agli agricoltori una fonte di reddito aggiuntivo.

In quest’ottica è stata attivata una collaborazione con il dott. Gianpaolo Grassi, responsabile del Centro di Ricerca per le Colture Industriali, sede di Rovigo, che ha permesso di avviare una coltivazione sperimentale di due specie di ortica.

La pianta infatti può anche servire per migliorare l’attività batterica nella preparazione di compost e realizzare un ottimo concime liquido. E’ inoltre un valoroso repellente naturale per gli insetti dannosi e non richiede l’uso di concimazione; per questo potrebbe trovare uno spazio di applicazione molto interessante nell’agricoltura biologica o a basso impatto ambientale. Le proprietà nitrofile della pianta potrebbero addirittura consigliarne l’utilizzo per depurare terreni e acque inquinati.

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