La storia dell’ortica e dell’Associazione Amici Ortica di Malalbergo

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Storia orticaL’ortica è una delle specie medicinali più anticamente conosciute ed usate. Si ipotizza che fin dall’età della pietra potessero addirittura esistere coltivazioni, soprattutto a scopo alimentare, sia umano sia animale. Un suo grande utilizzo è stato applicato, fin dai tempi antichi, nel settore tessile: era usata soprattutto la specie Urtica dioica per fare lacci, tessuti e perfino per fabbricare la carta. In Europa centrale le fibre dell’ortica, molto simili al cotone e alla canapa, furono usate per la produzione tessile prima dell’introduzione del cotone. L’Associazione Amici Ortica di Malalbergo, il Comune lungo il confine tra bolognese e ferrarese, è stata fondata in omaggio a questa erba da pochi anni ma ha già al proprio attivo tre edizioni della Sagra dell’Ortica e un’attività a favore del territorio capace di coinvolgere tutta la cittadinanza. Una delle ultime iniziative dell’Associazione è l’istituzione di un riconoscimento allo chef e al ristorante migliori nella preparazione e proposizione di ricette all’ortica e il progetto di creare un circuito di ristoranti di prestigio e qualità che utilizzino stabilmente l’ortica nella preparazione dei propri piatti. Malalbergo, Comune verde, ha un’economia basata su una prospera agricoltura; i fiori all’occhiello sono, già da qualche decennio, l’asparago verde e, più recentemente, l’ortica. Con lo scopo di divulgare e valorizzare la conoscenza di questa erba è nata l’Associazione Amici Ortica di Malalbergo, senza scopo di lucro e costituita da un gruppo di appassionati volontari che hanno ridato vitalità alla ormai quarantennale Sagra di Fine Estate valorizzandola attraverso il coinvolgimento di tutte le componenti sociali, politiche, industriali, culturali e sportive. L’Associazione promuove quindi l’ortica; la tradizione dell’uso in cucina di quest’erba si stava infatti perdendo anche a causa del benessere. Una volta, in inverno, in assenza degli spinaci, si andava in giro “a erbe “; l’ortica si trova ovunque, sia in Italia che in Europa e nasce spontaneamente, avendo solamente bisogno della presenza dell’acqua. Questa pianta costituisce un ottimo bonificatore del terreno in cui nasce ed è un ottimo ingrediente per le tisane che depurano l’organismo. Il contenuto di clorofilla è assai elevato e la sua molecola è simile a quella del sangue umano. In Emilia Romagna esistono nove varietà di ortica; un gruppo di ricerca dell’Università di Ferrara sta esaminando quale specie potrebbe essere la più adatta per la coltivazione. Una volta selezionato il seme, tutto ciò potrebbe costituire un sistema per sfruttare aree non coltivate. E non bisogna dimenticare l’estrazione della clorofilla. Non è da escludere che l’Amministrazione Regionale possa incentivare gli agricoltori alla semina e alla produzione dell’ortica. Attualmente la pianta selvatica si può surgelare, una volta sbollentata, per eliminarne gli effetti urticanti; è possibile anche liofilizzarla. L’uso in cucina, a casa come nelle trattorie, è di antiche origini; non solo nella pasta all’uovo, nei ripieni dei tortelli e nei risotti, ma come ingrediente accessorio nel pane, nei grissini, nei biscotti, nelle frittate e nelle zuppe. Il progetto più importante che l’Associazione Amici Ortica di Malalbergo ha attualmente in corso è quello di favorire l’istituzione di una rete, di un circuito di ristoranti di prestigio e qualità che utilizzino stabilmente l’ortica nella preparazione dei propri piatti. Tornando all’utilizzo in ambito tessile dell’ortica, in Danimarca è stato trovato del tessuto di ortica che avvolgeva una salma in un sepolcro risalente all’Età del Bronzo e l’uso delle fibre di ortica è documentato fin dal 900d.C. Una delle notizie più interessanti è che migliaia delle uniformi usate dall’armata di Napoleone erano tessute in ortica. Poi l’uso di questa fibra tessile vegetale venne trascurato per un periodo piuttosto lungo, per essere poi riscoperto nel primo dopoguerra. In Europa una produzione vera e propria iniziò solo nel XX secolo quando, durante la prima e la seconda Guerra mondiale, l’ortica fu utilizzata per sostituire il filato di cotone divenuto introvabile, in particolare in Germania. A partire dalla metà degli anni ’90, la ricerca di fibre a basso impatto ambientale “alternative” al cotone, ha determinato un nuovo interesse per l’ortica e soprattutto in Germania, Austria e Finlandia, sono stati svolti progetti di ricerca sulla sua coltivazione e sui metodi e processi tecnici per l’estrazione della fibra da destinare al settore tessile.

 

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