ILGIORNALE.IT parla di noi. Il “Comune Verde” prende il volo

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Qui di seguito trovate il link di un bell’articolo apparso sul prestigioso ILGIORNALE.IT; si parla delle due Sagre: la Sagra dell’Ortica di Malalbergo e la Sagra dell’Asparago Verde IGP di Altedo; le eccellenze vengono alla luce e fare rete è la vera grande ricetta! Il “Comune Verde” di Malalbergo (Altedo vi è compreso) prende slancio nel proporre la sua ricetta piena di valori. La nostra Sagra è diventata un laboratorio sociale a cielo aperto al centro di un ecosistema off e on line attorno ad una nuova visione del mondo e del business, che unisce i valori, la riscoperta del territorio e il recupero intelligente di alimenti altrimenti dimenticati con la beneficenza, il volontariato e i progetti a sfondo sociale.

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Sperimentare nuove forme di socialità: le Sagre, le Social Street e le antiche Feste paesane sono patrimonio della cultura italiana

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tarantella-feste-di-paese-sagreLa nostra Sagra dell’Ortica di Malalbergo è diventata un laboratorio sociale a cielo aperto con al centro la riscoperta dell’ortica; non si tratta però di un progetto di solo cibo ma della costruzione di un ecosistema off e on line attorno al cuore di una concezione precisa, una nuova visione del mondo e del business che unisce i valori, la riscoperta del territorio e il recupero intelligente di alimenti altrimenti dimenticati: un’idea che, coniugata con le nuove tecnologie, ogni anno acquista nuove connessioni e nuovi scenari.

Tante le novità dell’edizione 2016 della Sagra da poco terminata, la partnership con la Sagra dell’Asparago verde di Altedo IGP; la collaborazione con il ristorante milanese Sagra Urbana; la presenza di nuovi prodotti come la Piada all’Ortica di Roberto, il “Riso all’Ortica Bio” de “La Romagnola” di Paola Fabbri ed il Farro all’Ortica Luzi. Nel programma sono stati inseriti inoltre incontri di approfondimento: “Carne e uova, per un consumo più consapevole” con la relazione del dott. Andrea Poli, direttore NFI; “Acqua – per saperne di più” con la partecipazione di Alessandro Zanasi, medico e idrologo e “Piante spontanee commestibili di Malalbergo” con un approfondimento botanico ed alimentare a cura di Vincenzo Brandolini, responsabile del laboratorio di Chimica degli Alimenti dell’Università di Ferrara, Gabriella Franceschini, naturopata e Adriano Facchini, agronomo e la mostra pomologica nell’ambito di ‘S-frutta la sagra’.

Tutto questo per una cultura del cibo che coniughi usanze e tradizioni del territorio, il volontariato, le aziende (che in pochi anni hanno messo in produzione ben 12 specialità all’ortica), le scuole, il comune, l’Università e i centri di ricerca. Questo ecosistema ha al proprio centro la Sagra che ha partecipato ad Expo Milano 2015 in ben 4 occasioni: all’incontro al MUBA per i più piccoli, al convegno costruito attorno alla partecipazione alle Best Practises (il progetto è presente insieme ad altri 600 temi mondiali sul portale internazionale Expo Best Practises), al Convegno “Cultura della protezione e della sostenibilità” ed infine alla grande festa di fine Expo a cui ha partecipato una folta delegazione capeggiata da Gianni Bonora.

Monia Giovannini, sindaco di Malalbergo ha sottolineato la sua valenza sociale della Sagra, in quanto i proventi della manifestazione sono destinati in beneficenza.

Ecco un intervento dell’antropologa Serenella Dalolio sugli aspetti antropologici delle sagre

Il valore sociale delle sagre paesane. Nella natura umana è connaturato il bisogno di fare festa per il piacere di stare insieme, di guardare e di conoscere, di divertirsi e di condividere l’allegria. Le sagre paesane si configurano come un tipo di festa che esercita un particolare richiamo attrattivo. Ambrose Bierce, ironico scrittore e giornalista americano, nel 1911 definiva la sagra una “festività religiosa di solito celebrata abbandonandosi alla ghiottoneria e alla ubriachezza”. A distanza di oltre un secolo, prendendo come riferimento il nostro territorio e con la ‘lente d’ingrandimento’ della ricerca etnografica, le sagre paesane si connotano per l’abbondanza di idee, relazioni e persone e sono tenute insieme da un profondo senso di comunità. Il significato etimologico di quest’ultima parola esprime con forza l’anima della sagra: cum (insieme) – munis (dovere, dono); communitas: insieme di coloro che condividono un dovere (o un dono). Chi offre il proprio volontariato, oppure chi, in auto o a piedi o in bicicletta o in scooter o in camper, fa il “turista di sagre”, è presenza socialmente attiva di un’etica di comunità. La Sagra dell’Ortica di Malalbergo è un esempio di “Sagra d’Autore”. Ancora una volta il significato etimologico consente di rendere trasparenti i concetti: auctor in latino deriva da augere, far crescere; Sagra d’Autore nel senso di volontà (un dovere e un dono!) di contribuire ad una crescita creativa della comunità.

Chiusa la sesta edizione della Sagra dell’Ortica, che ha avuto un +16% di afflusso ma è soprattutto diventata un vero e proprio modello sociale

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sagra-ortica-malalbergo-conclusaIl 4 settembre si è chiusa l’edizione 2016 della nostra Sagra; dal punto di vista quantitativo è stata un successo: +16% di afflusso, 8.000 pasti a base di ortica consumati, 5.000 pizze servite in una struttura indipendente e una presenza nelle 8 giornate che si aggira attorno alle 33/35mila persone (in un Comune che conta poche migliaia di appartenenti…). Gianni Bonora, Presidente dell’Associazione Amici dell’Ortica, ha dichiarato: “quello che più mi sta a cuore è il lato umano, caratterizzato dal lavoro indefesso di oltre 130 volontari e dall’intero incasso devoluto in beneficenza e in progetti sociali sul territorio. Quest’anno abbiamo avuto due momenti particolarmente significativi: la cena di solidarietà con chi ha sofferto per il sisma del Centro Italia e, in una grande serata insieme a tantissimi Lions Club, una raccolta di fondi contro la fame nel mondo”.

L’edizione del 2016 ha però dato grandi soddisfazioni anche dal punto di vista qualitativo, trasformandosi in una delle prime “Sagre d’Autore” del Belpaese. Proprio il recupero della cultura popolare, infatti, potrebbe diventare (o forse lo è già) uno dei driver nel ‘restart’ del nostro Paese: un’ “abilità”, cioè, di miscelare l’antico con il moderno, il social con il sociale, la creatività e l’ingegno. La Sagra dell’Ortica di Malalbergo, infatti, non è stata il frutto della casualità ma ha radici ben riconoscibili nella nostra storia e cultura e dati significativi (le sagre sono frequentate ogni anno, in media, da 43 milioni di Italiani). Questa manifestazione si è rivelata una grande festa dell’immaginario e della convivialità, con un aspetto culturale significativo ed è coniugata con la “sostenibilità” e i “social network”. Adriano Facchini, agronomo ed esperto di marketing territoriale, afferma: “è stato un momento di incontro che ha visto funzionare un grande esperimento come un laboratorio a cielo aperto che ha coniugato socialità e alimentazione, ricerca, storia, divertimento e convivialità; lo definisco un laboratorio anche per le nuove modalità di incontro tra i grandi nomi dell’agroalimentare nazionale e le persone, in un clima di coinvolgimento reciproco, con pari dignità per creare e collaudare in diretta nuove idee di prodotto. Non solo gastronomia quindi, ma anche tanto altro: ambiente, conoscenza e tanta solidarietà”.

Edizione 2016 della Sagra dell’Ortica di Malalbergo: “Noi siamo quello che mangiamo!”

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La sesta edizione della nostra sagra si terrà dal 25 al 28 agosto e dall’1 al 4 settembre 2016. Vedrà come sempre un susseguirsi di eventi, giochi e intrattenimento ma anche conferenze e momenti di approfondimento attorno all’ortica e ai piatti con alla base questo ingrediente; tutte le sere, dalle ore 19, ci saranno stand gastronomici in piazza Primo Carlini con specialità all’ortica e domenica 28 agosto e 4 settembre si potrà anche pranzare a partire dalle ore 12. Il claim dell’edizione 2016 della Sagra è “Noi siamo quello che mangiamo!”, per una cultura del cibo che coniughi usanze e tradizioni del territorio, il volontariato, le aziende (che in pochi anni hanno messo in produzione ben 12 specialità all’ortica), le scuole, il Comune, l’Università e i centri di ricerca. Tante le novità dell’edizione 2016 della nostra Sagra, tra cui la partnership con la Sagra dell’Asparago verde di Altedo IGP; la collaborazione con il ristorante milanese Sagra Urbana; la presenza di nuovi prodotti come la Piada all’Ortica di Roberto ed il Farro all’Ortica Luzi. Nel programma sono stati inseriti inoltre grandi incontri di approfondimento su “Acqua, Uova e carne, pomodori e piante spontanee”, in uno sforzo corale per aumentare la consapevolezza delle proprietà del cibo e momenti di formazione legati ad aspetti agricoli del territorio, come la mostra pomologica nell’ambito di ‘S-frutta la sagra’ e l’escursione alla ricerca di erbe commestibili.

Afferma Gianni Bonora, Presidente dell’Associazione Amici dell’Ortica e promotore della manifestazione: “credo che questo prodotto possa essere valorizzato per dare un nuovo impulso al territorio”.

sagra-ortica-malalbergo-2016-programma

E’ in arrivo dall’11 maggio 2016 la Sagra dell’Asparago Verde di Altedo IGP in stretta connessione con la Sagra dell’Ortica di Malalbergo

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logo-sagra-asparago-verde-altedo-igpDall’11 al 22 maggio (orario 20.30 – 1 circa) ad Altedo, frazione di Malalbergo, si svolgerà la 47esima edizione della Sagra dell’Asparago Verde di Altedo IGP, che da poco ha stretto una connessione con noi, Sagra dell’Ortica di Malalbergo. La fiera unirà cibo e cultura in 2 km di spettacoli, di giochi e di bancarelle e celebrerà la tipicità e l’eccellenza del prodotto asparago verde di Altedo IGP. I valori alla base della manifestazione sono, come nel caso della Sagra dell’Ortica di Malalbergo, coesione sociale, tradizione, comunità e promozione del prodotto locale.

La Sagra dell’Asparago Verde di Altedo IGP, nata nel 1970, è focalizzata su questo prodotto di eccellenza, fondamentale per l’economia del territorio; vanta la Identificazione Geografica Protetta perché è coltivato esclusivamente in 30 comuni della provincia di Bologna e in 26 di quella di Ferrara. Il marchio di qualità, umana e professionale, contraddistingue la Sagra da allora e la caratterizza ancora oggi.

Info e prenotazioni: 370 3323293.

La zuppa d’ortica con molluschi di mare è la gustosa ricetta dello chef Aurora Mazzucchelli

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Aurora MazzucchelliIn occasione della Sagra dell’Ortica di Malalbergo, edizione 2015, verrà editato un grande volume contenente le esperienze dei tre anni precedenti della manifestazione, unitamente a circa 60 ricette dei grandi chef, di cui qui di seguito diamo un esempio.

La chef Aurora Mazzucchelli del ristorante Marconi di Sasso Marconi (BO) ci insegna come preparare un gustoso antipasto caldo a base di ortica, cioè la zuppa d’ortica con molluschi di mare.

Ingredienti per 4 porzioni

400 gr di foglie di ortica giovane

1 cipolla bianca

1 cipolla rossa di Tropea

2 patate

2 cucchiai di olio extra-vergine di oliva

1 lt. di brodo vegetale

sale e pepe q.b.

300 gr di sale grosso per la cottura

8 ostriche

2 fasolari

12 tartufi di mare

Preparazione

Soffriggere in una casseruola la cipolla bianca tritata con l’olio evo. Aggiungere la patata grattugiata e le foglie fresche di ortica in precedenza sbollentate e raffreddare in acqua e ghiaccio, così da preservarne il colore. Diluire con brodo e salare.

Cuocere a pentola coperta e, se necessario, allungare con altro brodo bollente; frullare il tutto, unendo qualche goccia di limone così da ottenere una crema. Cuocere la cipolla di Tropea coperta di sale grosso in forno a 170° per 25 minuti. Servire con fasolari crudi lasciati marinare per 10 minuti in olio evo e aglio tritato, tartufi di mare, ostriche crude e petali di cipolla di Tropea cotta in precedenza, condita con olio evo e pepe.

Vino in abbinamento: Pignoletto classico Vigna del Grotto, azienda agricola San Vito, Monteveglio (BO) con le seguenti caratteristiche: fresco, varietale di media struttura.

Il progetto Ortica di Malalbergo è glocal, modello per una nuova concezione di marketing territoriale

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sito-progetto-ortica-malalbergoLa Sagra dell’Ortica di Malalbergo e tutto il progetto focalizzato su questa pianta rappresentano un modello da imitare di marketing territoriale che oggi, per essere davvero vincente, deve essere glocale e geolocalizzato, capace di coniugare in una nuova visione socialità, innovazione e business: lo spiega Adriano Facchini, direttore del Consorzio Agrario di Ferrara ed esperto di marketing territoriale. Glocal è un termine che è stato coniato alcuni anni fa dal sociologo Zygmunt Bauman per interpretare la tensione del grande sul piccolo, che oggi si può trasformare in una sinergia, specialmente se il Local si apre verso il mondo e i suoi attuali grandi strumenti. Glocalismo significa dunque capacità di dare valore ad un territorio attraverso il coinvolgimento di chi ci abita e racchiude una nuova visione tra il locale ed il globale, a favore di una cultura che provenga dal basso e che dia voce alla tradizione popolare, unita però ad una partecipazione interattiva su piattaforme di condivisione online. Il concetto di Glocal interpreta perfettamente la relazione sempre più determinante tra la riscoperta e la valorizzazione del locale coniugata con il respiro globale dell’innovazione universale; il globale ha già esplicitato i suoi vantaggi e svantaggi, il locale è la grande ricchezza del futuro: questo produce mentre il globale sviluppa, anche attraverso le nuove reti sul territorio e online. Il locale si apre dunque al globale e crea progetti che si possono poi sviluppare a livello di economia di scala.

Le sagre in Italia

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amici-ortica-malalbergo-gruppo-tavolataEcco quello che dice delle sagre Adriano Facchini, direttore del Consorzio Agrario di Ferrara ed esperto di marketing territoriale, uno dei partner del progetto Ortica di Malalbergo“Con le sagre si passa da un’impostazione top down a bottom up: è fondamentale la relazione che produce innovazione. In queste forme di localismo si generano infatti sinergie tra i diversi attori come gli enti locali, le Istituzioni, le organizzazioni imprenditoriali e il volontariato organizzato che creano un terreno di sperimentazione per nuovi prodotti, processi e modelli. Per questi motivi le sagre hanno avuto negli ultimi 5 – 10 anni un’escalation di diffusione impensabile; fanno risvegliare la voglia di socialità e gli aspetti relazionali, soprattutto in un momento di recessione economica, in cui il più forte elemento di marketing territoriale è rappresentato dall’ambiente di fiducia che si instaura nelle piccole comunità. Le prime sagre nascono fra la fine degli anni ‘70 ed i primi anni ‘80, nei paesi che, spopolati per i grandi esodi dei loro abitanti, trasferitisi in massa nelle grandi città, avevano visto chiudere tutto: scuole, negozi e bar. La sagra nasce per reazione, per bisogno di fare comunità fra i pochi rimasti in paese; viene alla luce generalmente prima con lo sport ma poi si allarga alla gastronomia, magari per procurare qualche introito economico allo sport locale. Oggi le sagre, viste dalla mia angolazione e dopo 15 anni di esperienza, possono diventare, dopo la crisi del 2008, uno strumento di marketing, per far rinascere il senso di comunità e dare quindi valore alle prospettive anche economiche di un intero territorio. Quello delle sagre è un mondo ancora eterogeneo ma che conta oltre 32.000 sagre e che muove numeri a dire poco impressionanti (42 milioni di Italiani sono passati, nel 2013, almeno in una sagra)”. (Nell’immagine, tavolate alla Sagra dell’Ortica di Malalbergo edizione 2014)

L’ortica sull’argine: ricetta a base di ortica dello chef Rino Duca

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Chef Rino DucaIn occasione della Sagra dell’Ortica di Malalbergo, edizione 2015, verrà editato un grande volume contenente le esperienze dei tre anni precedenti della manifestazione, unitamente a circa 60 ricette dei grandi chef, di cui qui di seguito diamo un esempio.

Lo Chef Rino Duca dell’ Osteria il Grano di Pepe di Ravarino (Modena) ha creato un gustoso dessert a base di ortica, di cui di seguito riportiamo la ricetta.

Ingredienti

Per torta al cioccolato

100 g di cioccolato fondente 70%

60 g di burro

80 g zucchero semolato

50 g di latte

2 uova

50 g farina

Per foglie di ortica candite

32 foglie di ortica

8 fiori di borragine

40 g d’albume

zucchero a velo q.b.

Spuma di yogurt

150 g di latte fresco intero

250 g di panna

40 g di zucchero semolato

Per la decorazione

zucchero filato

zenzero candito

rucola selvatica

aceto balsamico tradizionale di Modena

lamponi frullati

Preparazione

Torta al cioccolato

Sciogliere il latte con il cioccolato, il burro e lo zucchero e lasciare intiepidire. Nel frattempo battere le uova e, una volta montate, aggiungere la farina setacciata ed il composto di cioccolato. Amalgamare con delicatezza, versare il tutto in una teglia ed infornare a 170° per 20 minuti circa.

Spuma di yogurt

Sciogliere lo zucchero con lo yogurt, mettere nel sifone, caricare con due bombolette di azoto e tenere in frigorifero per un paio d’ore.

Foglie di ortica candite

Glassare le foglie di ortica nell’albume, adagiarle in un foglio di silpat ricoperto di zucchero a velo e cospargerle anche sulla parte superiore. Asciugare al forno a 70° per un’ora. Staccare delicatamente dal silpat e conservare in un barattolo di vetro preservandole così dall’umidità.

Assemblare il dessert adagiando qualche cucchiaiata di frullato di lamponi sul piatto, qualche goccia di aceto balsamico tradizionale e lo zenzero a pezzettini. Aggiungere la torta al cioccolato sbriciolata. Con il sifone formare piccoli ciuffetti di spuma, adagiarvi le foglie di ortica e completare a piacere con fiori di borragine e di rucola selvatica. Con la macchina per lo zucchero a velo, aiutandosi con uno stecco, formare una sfera di zucchero (a guisa di “soffione” del tarassaco) ed adagiarlo sul piatto.

Il progetto Ortica di Malalbergo

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Progetto Ortica Contesto“La riscoperta alimentare dell’ortica e la sua coltivabilità: ricerca di avanguardia, ricette, territorio e valori coniugati con il sociale e il web 2.0”. Questi sono, in due parole, i concetti principali del progetto Ortica di Malalbergo. L’Associazione Amici dell’Ortica (con 100 volontari attivi) dal 2011 è infatti promotrice di un network formato da scuola, università, aziende, Istituzioni, centro di ricerca, consorzio agrario e ristoranti/agriturismi. Il lavoro del network ha generato: 1.Nuovi usi gastronomici della pianta sia a livello artigianale sia nel suo inserimento nella produzione industriale da parte di 5 aziende alimentari. 2. Ricerca comparata dell’Università di Ferrara e del Centro di Ricerca CRA-CIN di Rovigo sulla ‘coltivabilità’ per fini alimentari dell’ortica, uno studio innovativo per l’Italia. La ricerca sull’uso alimentare e sulla coltivabilità è un progetto di forte impatto globale riguardo la scoperta di nuove risorse alimentari essendo l’ortica presente e coltivabile in vastissime aree del mondo.